Diritti dei non vedenti: ancora troppo poco lavoro

Fred Reid diventato cieco all’età di 14 anni è da molti anni un attivista nel campo dei diritti dei non vedenti ed è autore congiunto dei rapporti ‘The Hidden Majority’ relazioni annuali internazionali che raccolgono dati e analisi sulla condizione di ipovedenti e ciechi.

I rapporti si concentrano in particolare sulla situazione occupazionale e lavorativa delle persone con una disabilità visiva e hanno evidenziato come il 90% degli ipovedenti in Romania, e il 60% in Svezia, non abbia un lavoro.  “un tasso di disoccupazione così elevato – spiega Reid “confina gli ipovedenti in una fascia sociale bassa e povera, peggiorando la propria condizione e qualità di vita” Nel nord Europa, a fronte di una maggiore occupazione, solo 13% ha un impiego a tempo pieno. Va definito se si tratti di una scelta dei lavoratori o dei limiti imposti dalla condizione che rende complesso operare con le nuove tecnologie o viaggiare.  In Spagna l’80% ha un impiego statale nella vendita della lotteria mentre in Italia si collocano nelle quote riservate dalla legge. Questo ha permesso di avere un tasso di inattività nel nostro paese inferiore al 50%,  valore che supera il 66% in Germania. Una soluzione buona certo, ma non ottima perché colloca le persone in settori considerati adatti ad un ipovedente, come i lavori telefonici, una sorta di nicchia lavorativa che non tiene conto di studi, esperienze e competenze.