La miopia

La miopia è il difetto visivo più diffuso in tutto il mondo, anche in Italia. Consiste nella difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti lontani. A parte I casi di lieve entità, richiede l’uso di occhiali o di lenti a contatto. L’unica soluzione in grado di risolvere il problema, però, è rappresentata dall’intervento chirurgico. Come tutti i difetti della vista, anche la miopia è in aumento: se 30 anni fa colpiva il 20% della popolazione europea, oggi interessa il 35% e studi prospettici stimano che nel 2050 sarà miope 1 persona su 2. In Italia è miope il 35% degli italiani e la fascia più colpita è quella compresa tra i 25 e i 29 anni. 

Le cause di questo trend che non conosce fine sono genetiche, poiché nella miopia sono implicati numerosi geni alterati tramandabili dai genitori ai figli, ma si sommano le abitudini di vita: bambini e ragazzi del nuovo millennio passano troppo tempo al chiuso e davanti agli schermi del pc. Invece proprio i raggi solari sono protettivi della salute oculare: stimolano il cervello a produrre dopamina, che induce il rilascio di sostanze che prevengono l'allungamento dell'occhio, l’alterazione strutturale alla base della miopia. Secondo uno studio della Queensland University of Technology di Brisbane (Australia) i bambini dovrebbero fare attività all’aperto almeno due ore al giorno per prevenire la miopia e rallentarne la progressione in chi già ha difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti lontani.

Le cause

Per miopia si intende la difficoltà a mettere bene a fuoco gli oggetti che si trovano a distanza. Alla base possono esserci due cause diverse: l’aumentata lunghezza del bulbo oculare, causata da un eccessivo accrescimento dell’occhio stesso; una curvatura eccessiva della cornea e del cristallino. In entrambi i casi, i raggi luminosi provenienti dagli oggetti lontani non riescono a essere messi a fuoco dalla retina e, quindi, le immagini appaiono sfuocate. Se i difetti anatomici sono accentuati, il difetto visivo è più marcato. In questo caso, gli oggetti lontani appaiono molto annebbiati. L’unità di misura del difetto visivo è la diottria. Si parla di miopia lieve quando il difetto non supera le quattro-cinque diottrie, di miopia intermedia sino a otto-nove diottrie, di miopia elevata al di sopra di questi valori.

Quando compare

Nella maggior parte dei casi, la miopia viene diagnosticata tra gli 8 e i 12 anni di età. Durante l’adolescenza, quando il corpo cresce più rapidamente, il difetto tende a peggiorare. Dopo i vent’anni, di solito, le variazioni della miopia sono minime o nulle. Anche se raramente, la miopia può cominciare anche in età adulta, ma si tratta quasi sempre di forme molto lievi, dovute a disturbi del cristallino. Fra i sintomi del problema ci sono l’affaticamento visivo, il mal di testa e lo strabismo. Il segno classico, però, è la difficoltà a vedere nitidamente gli oggetti lontani, come i cartelli stradali o la lavagna a scuola. 

Le soluzioni

Il rimedio tradizionale è rappresentato dagli occhiali o dalle lenti a contatto, mentre se si vuole risolvere in maniera definitiva o quasi la miopia è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico. Oggi si hanno a disposizione due diverse strade: le tecniche laser oppure l’impianto di lenti intraoculari (Iol). Entrambe le soluzioni vanno eseguite dopo i 18 anni di età, quando il difetto è stabile da almeno un anno. Il laser che viene utilizzato per correggere i difetti refrattivi si chiama laser a eccimeri. Si tratta di un raggio di luce di un solo colore (nella fascia degli ultravioletti) che, sotto la guida di un sistema computerizzato, rimodella la curvatura della cornea in maniera tale da correggere il problema visivo. Infatti, permette di ottenere una modificazione del potere refrattivo della cornea e una messa a fuoco ottimale. Nei casi nei quali non è indicata la correzione con laser della miopia, in genere per scarso spessore corneale o per difetti troppo elevati, si ricorre all’impianto di lenti intraoculari correttive .