Strutture anatomiche dell’occhio: la retina

La retina è la membrana più interna delle tre tonache che costituiscono la parete del bulbo oculare. Considerata nel suo insieme, posteriormente la membrana s'innesta sullo stelo del nervo ottico, mentre anteriormente si innesta sul margine pupillare dell'iride. Il suo compito principale è recepire le immagini e inviarle al nervo ottico che a sua volta le indirizza al cervello dove vengono processate. E’ in questo viaggio che si formano le immagini che compongono il mondo.

È composta da sei tipi di cellule nervose disposte su una decina di strati. È suddivisa in due aree: una centrale, chiamata macula, ricca di coni (cellule nervose deputate alla percezione dei colori e dei dettagli), e un’area media e periferica, dove prevalgono invece i bastoncelli (responsabili delle scale di grigi e della visione notturna). 

L’esame del fondo oculare è quello che permette l’esame della retina: dopo aver instillato un collirio per dilatare la pupilla l’oculista può osservare la superficie retinica, la macula e i vasi retinici sino alla media ed estrema periferia, per verificare che non ci siano assottigliamenti, degenerazioni, ecc.

Anomalie della retina, infatti, sono responsabili di sintomi diversi come calo della vista, distorsione delle immagini (metamorfopsie), alterazioni nella percezione dei colori e la comparsa di una macchia scura centrale chiamata scotoma.

Le malattie retiniche più comuni sono la retinopatia diabetica, una complicanza che interessa circa l'80% delle persone affette da diabete mellito con una lunga storia di malattia, la retinopatia vascolare, una alterazione dei vasi sanguigni oculari e il distacco di retina, il sollevamento della retina nervosa (la sezione interna della retina) dall'epitelio pigmentato (la parte più esterna).