Distacco di retina

Si verifica quando uno strato della retina, tessuto fondamentale per la visione, si solleva trascinando con sé i vasi sanguigni che alimentano di ossigeno e nutrienti l'occhio. Dopo appena 48 ore dal distacco inizia la morte delle cellule oculari con una perdita progressiva della vista.

Colpisce ogni anno circa 1 persona su 10.000 e nel 10% circa dei casi coinvolge entrambi gli occhi.

Condizioni predisponenti sono la miopia patologica, la pseudofachia e l’afachia, i traumi oculari penetranti e contusivi. Circa il 50% dei pazienti lamenta un’improvvisa comparsa di miodesopsie e fotopsie. Con la progressione del distacco i pazienti riferiscono la perdita di una intera porzione di campo visivo (scotoma) corrispondente alla zona opposta alla posizione del distacco.

Ci si può accorgere che qualcosa non va facendo caso ad alcuni segni tipici come la comparsa di ‘mosche volanti’, le cosiddette miodesopsie e corpi scuri fluttuanti davanti alla vista oppure improvvisi lampi di luce in uno o entrambi gli occhi, spesso insieme. In altri casi si percepisce uno scotoma, ovvero un'ombra scura che copre parte del campo visivo

La diagnosi prevede quindi un'accurata visita oculistica che permette di individuare anche il tipo di distacco: regmatogeno, trazionale, essudativo o misto. L’ecografia oculare invece valuta lo stato della retina.

Il trattamento deve essere tempestivo per limitare i danni che vanno dalla perdita completa della vista, all’atrofia del bulbo oculare sino allo sviluppo di un glaucoma neovascolare.

I trattamenti standard sono la fotocoagulazione con laser argon o la chirurgia esterna o interna chiamata vitrectomia.