Degenerazione maculare

Sebbene alcuni soggetti siano predisposti geneticamente allo sviluppo di questa malattia, la degenerazione maculare è tradizionalmente una patologia degenerativa legata all’invecchiamento. Ha una prevalenza che varia dal 8.5% al 11% nella fascia di età compresa tra i 65 e i 74 anni, e del 27% al di sopra dei 75 anni.

Anche se sono riportati in letteratura casi in cui la degenerazione è dovuta a malformazioni in epoca prenatale intrauterina (dovuta per esempio ad infezione da toxoplasma) oppure conseguenti ad infezioni o traumi all'occhio.

Può avere una forma umida ed una forma secca: la prima è piuttosto rara e comporta la formazione di neovasi che man mano si ingrossano e provocano emorragie e cicatrici al centro della retina (la macula), danneggiandola irreversibilmente; la seconda forma è, invece, molto più comune ed è dovuta ad un assottigliamento progressivo della retina. La riduzione della capacità visiva è grave ed interessa soprattutto la parte centrale della visione in cui compaiono macchie scure, che si allargano progressivamente e visione distorta dei colori. Altro sintomo tipico è la distorsione delle linee dritte, che rende impossibile ai pazienti di leggere e svolgere altre attività quotidiane. Il sintomo è confermato dal cosiddetto test di Amsler, e basato su costruzione di una griglia a linee dritte che vanno a formare quadretti regolari ed identici: la visione delle linee, o dei quadretti, in maniera distorta o di macchie deve suggerire di rivolgersi all’oftalmologo al più presto.

Al momento non ci sono terapie efficaci per cui la strategia si basa su prevenzione e diagnosi precoce in modo da rallentarne la progressione.

L'esposizione prolungata ad una intensa luce solare, per la diminuzione della fascia di ozono, può aumentare il rischio di maculopatia e così pure una diminuzione del livello di sostanze antiossidanti.