GLAUCOMA: Le soluzioni chirurgiche

Quando la cura farmacologica non riesce a ridurre la pressione all’interno dell’occhio occorre optare per la cura chirurgica.

Ecco le tecniche impiegate oggi:

Il laser

Si basa sull’utilizzo di un laser particolare, l’argon laser, che emette una luce particolare. L’intervento dura pochi minuti e può essere seguito ambulatorialmente, cioè senza bisogno di ricovero ospedaliero. Inoltre, non è necessaria alcuna anestesia. La luce del laser è in grado di allargare i canali da cui defluisce l’umore acqueo, ristabilendo così una pressione normale all’interno dell’occhio. Nel caso di glaucoma acuto, il laser viene impiegato per creare un foro all’interno dell’iride (iridotomia), quindi una via alternativa di sfogo dell’umor acqueo. Il trattamento riesce a ridurre la pressione dell’occhio in una percentuale elevata di casi. A volte, però, con il passare del tempo i canali tendono a richiudersi. Dopo l’intervento, è possibile riprendere le normali attività quotidiane, con l’accortezza però di applicare per 3-4 giorni un collirio che serve ad evitare un aumento della pressione interna all’occhio, effetto collaterale dell’operazione.

L’intervento tradizionale

La chirurgia tradizionale, cosiddetta filtrante, viene utilizzata quando la cura farmacologica e/o il laser non sono in grado di bloccare l’evoluzione della malattia, soprattutto nel caso di glaucoma cronico con angolo aperto. In anestesia locale, il chirurgo crea una comunicazione tra la sclera e l’interno dell’occhio in modo da favorire la filtrazione dell’umore acqueo e la conseguente riduzione della pressione intraoculare. Nella maggioranza dei casi con questo intervento si ottiene una netta diminuzione della pressione interna all’occhio ed è quindi possibile sospendere la cura con i farmaci. Dopo l’operazione è bene non toccare o strofinare l’occhio, per non causare danni al bulbo oculare. Nelle prime tre settimane dall’intervento è anche importante evitare di affaticarsi.