Strutture anatomiche dell’occhio: coni e bastoncelli

Si chiamano coni e bastoncelli a causa della loro forma, le cellule nervose che si trovano sulla retina (chiamate anche ‘fotorecettori in quanto sensibili alle onde luminose) e che svolgono un'importante funzione di trasduzione, ossia trasformano la luce che arriva sul fondo dell'occhio in una informazione prima chimica, poi elettrica che viene trasmessa al cervello mediante il nervo ottico.

In ogni occhio umano si trovano circa 6 milioni di coni e 120 milioni di bastoncelli: una quantità che neanche la più sofisticata macchina fotografica può vantare il che rende conto della perfezione del nostro sistema visivo e del dettaglio con cui percepiamo il mondo che ci circonda.

I coni sono responsabili della visione diurna e colgono con precisione dettagli e colori. I bastoncelli invece veicolano un’immagine meno nitida, ma risultano molto più sensibili alla luce e consentono all’occhio di vedere anche in condizioni di scarsa luminosità. Esistono tre tipi di coni, ciascuno dei quali contiene un pigmento che li rende sensibili a lunghezze d'onda differenti nello spettro del visibile; in particolare, presentano picchi di assorbimento a 420, 530 e 560 nm, che corrispondono rispettivamente al blu, al verde ed al rosso. Per questo, i coni sono capaci di percepire i colori. I bastoncelli, invece, presentano una grandissima sensibilità alla luce e consentono di vedere anche di notte e in presenza di una bassa luminosità (quella che viene chiamata visione ‘crepuscolare’), ma a differenza dei coni non percepiscono il colore.

Questi due gruppi di cellule risultano perfettamente complementari. Persone prive di uno specifico tipo di cono perdono ovviamente la capacità di percepire alcuni colori, come accade nel daltonismo.

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