Vista e bambini: guida pratica per il primo anno

Ad ogni età, la sua vista. Nel primo anno di vita i bambini sviluppano gli occhi e le loro capacità visive, così come eventuali patologie, difetti curabili o non recuperabili. Le visite pediatriche eseguite con scadenza regolare, dalla nascita fino al primo anno, aiutano a togliersi qualche dubbio sulla perfetta visione del proprio bambino, ma esistono piccoli test valutativi da svolgere in famiglia, per escludere inutili preoccupazioni. 

Appena nato, è compito dell’occhio di adattarsi alla luce - dalla scarsa e tenue luce dell’utero, alla luce naturale e artificiale - e iniziare a mettere a fuoco. Per questo è consigliabile evitare flash fotografici o luci al neon sopra i fasciatoio o le vaschette da bagno o addirittura l’esposizione diretta ai raggi solari. Mentre l’occhio si adatta e “impara a vedere”, il bambino riesce effettivamente a vedere soltanto utilizzando la vista periferica (laterale) e quindi non distingue perfettamente ciò che lo circonda, tantomeno persone o oggetti precisi.

Dopo sole 2 settimane, la retina inizia il suo sviluppo, le pupille si allargano e il bambino può cominciare a distinguere alcune gamme di colore o riconoscere schemi di luce e oscurità. Per attirare la sua attenzione è consigliato il gioco che preveda oggetti grandi e dai colori vivaci, per risvegliare l’attenzione del bimbo e valutare eventuali ritardi di questa fase di sviluppo oculare. E’ frequente, dopo la seconda settimana, che il bambino inizi a concentrare lo sguardo su un oggetto posto in posizione frontale.

Già dal primo mese, il bambino inizia a concentrare lo sguardo per qualche secondo di solito sulla madre o su chi lo allatta anche artificialmente. Oggetti grandi e colorati sono ancora un indice importante di valutazione, in questo caso il bimbo li può distinguere fino a un metro di distanza. Verificare questo stadio dello sviluppo è semplice: se il bambino inizia a concentrare lo sguardo alle nostre spalle o in un’altra direzione, allora significa che tutto procede al meglio.

Dai 2 ai 4 mesi la messa a fuoco ha raggiunto il suo stato ottimale e il bambino riesce già a tracciare e seguire nello spazio oggetti di dimensioni medio-grandi anche in movimento.

In questo periodo, proprio per la grande attività oculare svolta, gli occhi del bambino potrebbero sembrare incrociati o tendenti a “sfuggire” lateralmente. Nella maggior parte dei casi è normale e il “difetto” si aggiusta nel tempo, ma se questo atteggiamento persiste è bene parlarne con il pediatra.

Verso il terzo mese è frequente la combinazione di due attività simultanee, grazie alla coordinazione oculo-manuale. Alcuni bimbi infatti riescono già a battere un oggetto o a cercare di afferrarlo quando lo muoviamo vicino al suo campo visivo.

Dai 5 agli 8 mesi si entra nella fase di raggiungimento, riconoscimento e richiamo. Già dai 2 mesi il bambino sviluppa la visione in tre dimensioni. Dal quinto mese, la vista di un oggetto di suo interesse deve necessariamente essere seguita dal il tentativo di afferrarlo. Se questo non avviene o se il bambino non sposta gli occhi o tutta la testa o il corpo in direzione vostra o dell’oggetto che lo attira, è necessario recarsi dal pediatra.

Da 9 a 12 mesi si entra nello stadio della coordinazione oculo-manuale completa. il bambino afferra oggetti, tocca il vostro viso o alcuni dettagli delle persone che lo circondano o lo tengono in braccio. Inizia a interagire autonomamente con l’ambiente esterno, seguendo oggetti in movimento, persone o concentrando la sua attenzione ed esprimendo le sue sensazioni in merito con la voce o le espressioni del viso. In questo periodo, il colore dell’iride è quello permanente.

In generale, ogni rallentamento nello sviluppo della vista, può portare a ritardi cognitivi che una mamma può notare anche in situazioni di socializzazione o paragonando il figlio ad altri bambini della stessa età. Per assicurarsi che la visione del bimbo si sviluppi correttamente, questi sono alcuni consigli importanti da seguire. Porta subito all’attenzione del pediatra eventuali movimenti non naturali degli occhi, come la convergenza verso il centro del viso o movimenti non coordinati degli occhi; se questo aspetto non è un problema, verificare che il bambino sia attratto da oggetti in movimento. In ogni caso, alcuni difetti meno importanti della visione possono essere “curati” anche a casa, grazie ad alcuni esercizi che il pediatra può consigliare e che prevedono di arrivare a uno sviluppo regolare della vista da parte del piccolo.