Occhio stanco? No, grazie

Anche l’occhio vuole la sua parte! Proprio per questo, e perchè lo usiamo continuamente ed è coinvolto in tutte le nostre azioni quotidiane, non è possibile dare una definizione univoca dei comportamenti e delle azioni che portano all’effetto “occhio stanco”.

Per qualcuno, l’occhio stanco è sinonimo di lacrimazione abbondante, per altri di visione sdoppiata o appannata, per altri ancora è il mal di testa a dare avvisaglia di una stanchezza oculare. In altri casi, c’è chi sente i muscoli facciali affaticati a furia di “strizzare gli occhi”, a causa di lenti a contatto o occhiali non corretti.
La buona notizia è che la stanchezza oculare non causa danni irreversibili, ma comunque sarebbe utile acquisire comportamenti e abitudini, che migliorino la situazione di affaticamento, in modo da evitarne i fastidiosi effetti.

Cosa causa l’effetto occhio stanco?
Una delle prime cause è sicuramente lo sguardo fisso per 8 ore lavorative su device digitali o analogici, in condizioni di luce non adatta. Questa “abitudine”, seppur forzata, porta alla secchezza oculare, che a sua volta causa stanchezza all’occhio. Computer, ore di guida o di lettura, anche su cartaceo, prolungate nel tempo sono le prime imputate per questo tipo di disturbo. Ma anche sedere affianco a un ventilatore o a un condizionatore di aria tiepida in estate o inverno, portano agli stessi effetti. L’aria condizionata infatti secca la cornea, provoca quindi stanchezza, lacrimazione e a volte può portare anche a congiuntiviti o altri disturbi ben più fastidiosi e preoccupanti.

una sbagliata esposizione alla luce - troppo forte o troppo poca - può portare anche a conseguenze fisiatriche come posture lavorative sbagliate, scoliosi, mal di testa, dolori cervicali, dolori alle ginocchia.

Qualche consiglio per limitare la stanchezza o eliminarla?
Iniziamo dalla tutela dell’occhio dall’utilizzo o abuso dei computer. Per ridurre la sensazione di occhio stanco, ci sono diverse accortezze. Sicuramente aiutano le lacrime artificiali, che umettano la superficie oculare. Anche utilizzare un umidificatore da tavolo aiuta nell’idratazione di cornea e anche della pelle del viso, così come di grande aiuto è la sistemazione del monitor del computer, in una posizione che favorisca “lo sguardo oltre l’ostacolo”, per così dire. Quindi monitor almeno a mezzo metro di distanza dallo sguardo, con inclinazione che favorisca la distensione delle vertebre cervicali e il movimento dell’occhio dal basso verso l’alto.
Esiste poi la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti, distogliere lo sguardo dal computer e fissare un oggetto ad almeno 20 centimetri di lontananza da voi, per almeno 20 secondi!

E in auto? Se guidiamo per lavoro e obblighiamo i nostri occhi a fissare la strada per almeno 8 ore al giorno, gli oculisti si raccomandano di: aggiustare le ventole dell’aria condizionata calda o fredda al di sotto dell’altezza dello sguardo; utilizzare lacrime artificiali non appena sentiamo l’occhio che va seccandosi; utilizzare sempre occhiali o lenti a contatto in base alla prescrizione specialistica ricevuta e utilizzare se possibile occhiali da sole anche nella stagione invernale, in modo da limitare stanchezza ai muscoli facciali, dovuta al riverbero della luce solare sull’asfalto o sugli altri mezzi di trasporto.

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